Dolci Sapori del Piemonte

Bonet bianco piemontese | Antica versione senza cacao del bonet alla monferrina

Bonet bianco piemontese alla monferrina

Il Bonet bianco piemontese alla Monferrina è un dolce intramontabile, tipico della gastronomia piemontese.

Il suo nome, tradotto dalla forma dialettale, significa “cappello”. L’origine pare derivare dal fatto che, in quanto dessert servito alla fine del pasto, il Bonet facesse da cappello al menu oppure perché il cappello è l’ultimo indumento indossato prima di uscire di casa. Altre scuole di pensiero suggeriscono derivi dalla forma dello stampo originariamente utilizzato per la sua realizzazione che aveva la forma di un copricapo.

Il Bonet bianco piemontese alla Monferrina, che appartiene alla famiglia dei dolci al cucchiaio come i budini ai quali è affine per preparazione e cottura, da secoli è presente nella lista delle specialità regionali (le tracce più antiche risalgono al XIII secolo).

Come molti piatti tipici, il Bonet piemontese si declina in differenti versioni, a seconda della zona di produzione.

Esistono ricette del Bonet piemontese che prevedono l’utilizzo degli amaretti secchi assieme alle nocciole o di uno solo di questi elementi.

Nella lista degli ingredienti è possibile trovare anche il caffè, il rum o il marsala secco.

Il cacao è protagonista assoluto del Bonet piemontese alla Monferrina per come è conosciuto oggi, ma la versione antecedente alla scoperta del Nuovo Continente – dal quale l’Europa ha importato la pianta cara al dio Quetzalcoatl – ovvero il Bonet bianco alla Monferrina per antonomasia, era un budino nel quale si utilizzavano prevalentemente amaretti secchi.

Incuriosita dal provare la versione “bianca” del Bonet piemontese alla Monferrina, specialità della mia regione che, per la cronaca, io venero letteralmente, ho seguito la ricetta dello chef Fausto Carrara omettendo il cacao e incrementando la dose di amaretti.

Il risultato è un dolce morbidissimo e cremoso che inganna con il suo aspetto innocente e il colore delicato ed esplode in bocca con il sapore degli amaretti sostenuto dal marsala e avvolto, accarezzato dalla rotondità del latte intero. Il caramello vela questa esperienza di gusto con le sue note dolci e pungenti in un tripudio di tradizione e delizia.

Preparazione: 35 minuti

Cottura: 30 minuti

Riposo: il tempo di raffreddamento + 24 ore (facoltative)

Persone: 4

Ingredienti

  • 80 grammi di zucchero semolato per il caramello
  • 80 grammi di amaretti secchi (senza glutine al bisogno) + 4 unità per la decorazione
  • 90 grammi di uova (il peso si riferisce alle uova sgusciate)
  • 12 grammi di zucchero semolato per il dolce
  • 250 millilitri di latte intero fresco
  • 12 millilitri di Marsala secco

Procedimento

Scaldare il forno a 180°C in modalità statica.

Versare 1,5 cucchiai di acqua fredda in un pentolino di acciaio dal fondo spesso e aggiungere la dose di zucchero destinata al caramello.

Senza mai mescolare ma muovendo il pentolino e pulendo i bordi con un pennello bagnato al bisogno, cuocere a fiamma media fino a quando l’acqua sarà evaporata e lo zucchero sarà diventato un caramello biondo.

Dividere il caramello in quattro stampini di alluminio usa e getta monoporzione ruotando questi ultimi al fine di rivestirne accuratamente fondo e pareti interne (durante questa operazione utilizzare guanti protettivi perché il caramello è bollente).

Sbriciolare finemente gli amaretti utilizzando pestello e mortaio.

In una ciotola miscelare le uova con lo zucchero avendo cura di non incorporare troppa aria nel composto, dopodiché unire gli amaretti sbriciolati, i 12 grammi di zucchero, il latte e il Marsala e mescolare.

Porre gli stampini in una teglia dai bordi alti, poi trasferire il composto al loro interno.

Versare acqua a temperatura ambiente in quantità sufficiente a raggiungere i ¾ dell’altezza dei contenitori di cottura.

Cuocere in forno per 30 minuti.

Estrarre dal forno e, utilizzando guanti protettivi, prelevare gli stampini dall’acqua. Lasciare raffreddare completamente.

A questo punto, per sformare agevolmente ciascun Bonet bianco, battere delicatamente i bordi degli stampini contro il palmo della mano, quindi rovesciarli nei piatti individuali. Pratico un piccolo foro sul fondo utilizzando uno spiedo di metallo e rimuovere le formine.

Rifinire appoggiando un amaretto sulla sommità di ciascun Bonet bianco piemontese alla Monferrina e servire.

Un piccolo consiglio: se desideri un dolce ancora più gustoso e dalla consistenza coinvolgente, lascia riposare il Bonet bianco in frigorifero, ben coperto, per un giorno, poi tienilo a temperatura ambiente per alcuni minuti affinché non sia troppo freddo, sformalo e goditelo!

Bonet bianco piemontese alla monferrina

Ti auguro una gustosa giornata,

Paola Uberti

Potrebbe anche interessarti...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *