Sangria bianca a modo mio

Fresca, profumata e discreta nelle sue trasparenze delicate, la sangria bianca è una bevanda perfetta per l’estate.

Come la sorella “rossa”, la sangria bianca accompagna spesso le serate in cui si riuniscono gli amici, così come le cene informali a base di freschi buffet o grigliate.

Risalire a una ricetta codificata e ufficiale non è semplice perché – è il caso di altre migliaia di delizie tipiche di un territorio – ognuno ha la propria versione.

Sangria bianca a modo mio

La sangria a base di vino rosso e la sangria bianca, per come le conosciamo oggi, sono punch di vino e frutta tagliato con superalcolici e soft drink e si collocano nel panorama enogastronomico spagnolo. Preparazioni simili, però, costellano la storia e la geografia del cibo, da greci e romani sino alla contemporaneità.

Quando parliamo di sangria bianca e sangria rossa spesso ci troviamo davanti al dilemma del vino da scegliere. In considerazione del fatto che il vino è miscelato a bevande analcoliche, spezie e frutta, molti scelgono un prodotto di scarsa qualità.

Sangria bianca a modo mio

Compatibilmente con le mie tasche, quando preparo la sangria bianca o rossa io preferisco invece usare un vino buono a patto che le sue caratteristiche lo rendano adatto a questo tipo di preparazione. Insomma, anche alla sangria applico la Teoria del prosciutto cotto sulla pizza.

Ti sconsiglio di cercarla sul web perché mi sono appena inventata questo nome, ma penso renda l’idea che voglio esprimere. Mi chiedo perché scegliere un prosciutto di scarsa qualità Perché tanto lo metto sulla pizza. Se abbiamo la fortuna di poterlo fare (comprare cibo buono è un privilegio per cui essere sempre grati), perché non scegliere lo stesso prodotto di qualità che sceglieremmo per un panino o da mangiare al naturale? Il lavoro richiesto dal preparare la pizza, il nostro palato e la nostra salute non lo meritano?

Sangria bianca a modo mio

Per la sangria bianca o rossa, a mio avviso vale lo stesso principio. È vero che il vino non sarà gustato in purezza e nel pieno del suo potenziale organolettico, ma se il vino non è buono, nonostante gli altri ingredienti la sangria non sarà piacevole come potrebbe esserlo con un buon prodotto.

Sangria bianca a modo mio

Per la mia sangria bianca ho scelto il vino Langhe DOC Arneis dell’Azienda Agricola Cadipò di Massimo Gallino e il Bugin, l’Italian Dry Gin che puoi trovare online oppure presso Tasta Macelleria con Cucina di San Mauro Torinese, Maestro del Gusto di Torino e provincia.

Come soft drink ho scelto l’acqua tonica perché nel panorama delle bibite offre prodotti di buona qualità.

Sangria bianca a modo mio

Il vino Arneis ha accolto gli altri profumi, gusti e aromi regalando alla mia sangria bianca un carattere che ho trovato molto piacevole oltre che rinfrescante. Inoltre le ha conferito un’acidità non invasiva capace di evitare l’effetto stucchevolezza.

Quanto al gin, per descrivertelo cito le parole del sito ilgin.it on le quali sono d’accordo: “Bugin al palato risulta secco, al contrario del suo profumo che è molto aromatico e amabile con note balsamiche e floreali. Il gusto è equilibrato e possente dove prevale il timo e il genepy oltre ovviamente al ginepro.

Ecco la ricetta della sangria bianca che ho preparato.

Preparazione: 30 minuti

Cottura: no

Riposo: il tempo di raffreddamento dello sciroppo più il tempo di macerazione della sangria bianca (da 4 a 8 ore)

Quantità: 1 litro

Ingredienti

  • 20 millilitri di acqua
  • 20 grammi di zucchero semolato
  • Un limone con buccia edibile
  • 100 grammi di mela rossa succosa e croccante privata del torsolo
  • 100 grammi di pera estiva privata del torsolo
  • 100 grammi di pesca bianca privata del nocciolo, matura ma non eccessivamente morbida
  • 100 grammi di acini di uva bianca da tavola di una varietà dolce e croccante
  • 600 millilitri di vino Langhe DOC Arneis Azienda Agricola Cadipò di Massimo Gallino
  • 50 millilitri di gin Bugin
  • 10 foglie di menta fresca
  • 350 millilitri di acqua tonica di qualità

Procedimento

Versare l’acqua in un pentolino e unire lo zucchero, poi portare a bollore mescolando per favorire lo scioglimento di quest’ultimo. Raggiunto il bollore, spegnere la fiamma e lasciare raffreddare.

Tagliare il limone e spremerne una metà.

Ridurre la mela a cubetti di circa 1,5 centimetri di lato, irrorarla immediatamente con il succo di limone e mescolare per evitare l’annerimento del frutto. Tagliare la pera a cubetti delle stesse dimensioni e unirla alla mela.

Eseguire la stessa operazione con la pesca.

Staccare gli acini d’uva dal raspo.

Ricavare una fetta spessa 0,5 centimetri dal mezzo limone rimanente, dopodiché ridurla in piccoli spicchi.

In una capiente brocca versare lo sciroppo di zucchero, il vino e il gin, quindi mescolare con cura.

Unire tutta la frutta preparata e le foglie di menta, coprire e lasciare macerare in frigorifero per almeno 4 ore, meglio se per tutta la notte.

Al momento di servire la sangria bianca, aggiungere l’acqua tonica e mescolare brevemente. Servirla ben fresca.

Sangria bianca a modo mio

Ti auguro una gustosa giornata,

Paola Uberti

Attenzione: questo contenuto web fa riferimento a bevande alcoliche. Bevi responsabilmente e solo se sei maggiorenne. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito del Ministero della Salute.

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